Macbeth vs. Otello

Negli ultimi mesi si è da più parti letto o sentito quale devastante portata stia rappresentando per il mondo dello spettacolo la pandemia di coronavirus.

E’ evidente che lo tsunami che si è abbattuto sul mondo intero abbia spazzato via ogni cosa. Ogni comparto lavorativo e finanziario. Altresì questa drammatica situazione ha inevitabilmente messo in luce la precarietà assoluta in cui vivono da sempre, soprattutto nel nostro paese i lavoratori dello spettacolo. Nessun concreto ammortizzatore sociale, difficoltà reale ad accendere persino agli aiuti attivati dal governo dalla primavera appena trascorsa. Impossibilità di prevedere la riapertura dei teatri, quindi la ripresa del proprio lavoro. Se questo di per se rappresenta già un quadro di drammaticità concreta: come riuscire a vivere, si aggiunge anche, e questo sì che è peculiare del nostro settore, l’impossibilità di esercitarlo nella sua accezione completà: la creatività artistica.

Si moltiplicano infatti in questa strana estate gli appuntamenti con la musica, il canto, il teatro in forme estremamente ridotte: concerti per solisti, qualche serata di aree e duetti, qualche monologo o reading di attori di chiara fama…

L’intrattenimento alto di queste fome artistiche manda i suoi sussulti.

Vero è pero che queste scelte stanno tagliando fuori tutta la base, gli artisti che non hanno raggiunto la chiara fama e la bellezza dello spettacolo intesa non come esibizione ma come narrazione drammaturgica, messaggio.

Proprio per questo ho pensato di offrire al pubblico di Massa un’operazione che provi a mediare tutto questo. Nella nostra performance infatti, se non potremo godere dell’orchestra e del coro, visti gli insuperabili problemi di logistica e di sicurezza sanitaria, cercheremo comunque di raccontare le storie di Macbeth e di Otello riducendo le loro vicende ad un essenziale possibile. Trasformandole, sempre nel rispetto di Verdi, in un racconto asciugato al vissuto profondo dei protagonisti principali. Macbeth, Lady Macbeth, Jago, Otello, Desdemona canteranno i loro travagli sulla partitura eseguita da uno straordinario pianista e contrappuntata dai raccordi narrativi detti dal regista che cercherà di dare continuità e chiarezza allo sviluppo delle storie.

Due parti di un’ora circa ciascuna per immergersi nel sublime incontro Verdi-Shakespeare rappresentato da queste due opere.

Rodica Picirenau, Soprano
Simone Frediani, Tenore
Pedro Carrillo, Baritono
Giuseppe Bruno, Pianoforte e direzione musicale
Andrea Battistini, Voce recitante e regia
Cinzia Bertilorenzi, Organizzazione
Fabrizio Minotti, Fonica